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Cipressi: alberi da cimitero? Alessandro Mesini: “…simbolo di vita, ma più ancora lo era per l’estrema longevità.”

Natura&Benessere , Racale , Senza categoria

Il bello di Racale, dei racalini, é che non ti annoi mai. Mai. Ogni giorno c’è sempre da dire, ridire, raccontare o spiegare qualcosa. E, in questo bellissimo sabato, ci occupiamo dei poveri cipressi “installati” all’interno del giardino di Largo Torre, a Torre Suda. Alberi contestati per via del loro significato (spicciolo e non approfondito), definiti da molti “alberi da cimitero”.
Alcuni giorni fa abbiamo incontrato un esperto del settore, Alessandro Mesini, autore di giardini.biz.

Alessandro, il cipresso può essere definito un “albero da cimitero”?

Se intendiamo confinare il cipresso all’interno di un diffuso, ma troppo semplice, ambito immaginario cimiteriale compiamo un grave errore. Il nostro stile di vita oggi non si rapporta più in modo continuo con concetti quali la morte e l’immortalità dell’anima, assai più centrali nella concezione del mondo nelle antiche civiltà. Per questa ragione non ritroviamo immediatamente un patrimonio ricco di spunti e di richiami come può succedere per altre piante. Eppure la letteratura dell’antichità è ricca di citazioni che riguardano il cipresso.

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