San sebastiano: frammenti di santità
L’opera di Francesca Gastone interpreta San Sebastiano con un linguaggio visivo geometrico e concettuale, costruendo l’immagine attraverso un reticolo di tessere che frammentano il corpo del santo, un mosaico contemporaneo dove ogni riquadro è parte di un puzzle che richiede lo sguardo attento dello spettatore per essere ricomposto.
Il corpo martoriato di Sebastiano, trafitto dalle frecce, si riconosce a tratti: un piede nudo, un volto in ombra, il torace scoperto.
Ma questi frammenti convivono con campiture astratte di colore — verdi, ocra, terracotta — che dialogano con l’immagine figurativa senza annullarla. È come se il santo fosse in parte nascosto, o protetto, all’interno di una struttura simbolica che lo custodisce e allo stesso tempo lo espone.
La composizione gioca sulla tensione tra sacro e astratto, tra corpo e architettura, tra martirio e resistenza. Il fondo, dominato da una grande arcata verde che richiama le forme delle absidi, rende il tutto simile a una pala d’altare decostruita. In questo senso, il dolore di San Sebastiano viene sottratto alla violenza esplicita per diventare memoria, forma, icona.
Francesca Gastone costruisce così un’immagine che parla del martirio come frammentazione dell’identità, ma anche come sopravvivenza nei segni, nei simboli, nella permanenza dell’arte.
Nota critica a cura di
Walter SPENNATO
Sanit Sebastian: fragments of holiness
Francesca Gastone’s work interprets Saint Sebastian through a geometric and conceptual visual language, constructing the image using a grid of tiles that fragment the saint’s body—a contemporary mosaic in which each square is part of a puzzle that demands the viewer’s attentive gaze in order to be reassembled.
The wounded body of Sebastian, pierced by arrows, is only partially visible: a bare foot, a face in shadow, an exposed chest.
But these fragments coexist with abstract color fields—greens, ochres, terracottas—that interact with the figurative image without cancelling it out. It’s as though the saint were partially hidden, or protected, within a symbolic structure that both shelters and exposes him.
The composition plays on the tension between sacred and abstract, between body and architecture, between martyrdom and resistance. The background, dominated by a large green arch reminiscent of an apse, makes the entire image resemble a deconstructed altarpiece. In this sense, Sebastian’s suffering is removed from explicit violence and becomes memory, form, icon.
Francesca Gastone thus constructs an image that speaks of martyrdom as a fragmentation of identity, but also as survival through signs, symbols, and the lasting presence of art.
Critical note by
Walter SPENNATO
Finanziato dal
Comune di Racale

Partner

Direzione artistica e grafica
Walter Spennato



