Il lungo viaggio di Spaky

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foto di Mariano Polimeno

650 km…

650 km misura esattamente la distanza in linea d’aria tra Santa Maria di Leuca e Segna, cittadina croata di poco più di settemila anime, posta sulla costa dalmata e facente parte della Regione della Lika e di Segna. In questa piccola città è situato il “Grifon centar za zaštitu ptica grabljivica”, che sostanzialmente significa “centro per la protezione dei grifoni e degli uccelli predatori”, in cui il direttore Goran Susic, ornitologo professionista e appassionato di grifoni, cura, alleva e restituisce alla natura questi splendidi uccelli rapaci.

Il grifone (nome scientifico Gyps fulvus ) è un rapace di grosse dimensioni, un avvoltoio la cui apertura alare può addirittura superare i 2 metri! Presente in passato pressoché in tutta la penisola italiana, nel ‘900 le popolazioni di grifoni in Italia hanno subito una fortissima regressione, fino alla quasi totale estinzione, questo a causa delle abitudini alimentari strettamente necrofaghe di quest’animale, in rapporto a motivi strettamente antropici. Il grifone, infatti, si nutre esclusivamente di animali morti da poco, soprattutto di animali predati da grandi predatori, perciò tende a scomparire laddove vi è la mancanza di grandi predatori come lupi ed orsi. La crisi delle popolazioni di predatori come il lupo e l’orso causata da veri e propri stermini da parte dell’uomo tramite la caccia diretta e tramite l’avvelenamento con carne avvelenata, nei primi decenni del ‘900 ha causato la progressiva scomparsa del grifone, che si estinse ovunque tranne che in Sardegna, dove si salvò grazie all’installazione di vari punti di foraggiamento, ovvero carnai atti a nutrire questi splendidi rapaci. Negli ultimi anni, anche in Italia, oltre che nella vicina Croazia, si sta dando il via a grandi progetti di reintroduzione, soprattutto in quelle zone che negli ultimi anni stanno vedendo il ritorno dei grandi predatori, amici di merenda di questi splendidi uccelli necrofagi. Grazie a questi preziosi progetti, oggi è possibile ammirare i grifoni in Continua a leggere

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    L’ultimo volo di un airone. Ugento: cacciatore ferisce airone cenerino

    Non ce l’ha fatta.
    Lo splendido esemplare di airone cenerino (Ardea cinerea Linnaeus, 1758) ritrovato ferito qualche giorno fa in un uliveto nei pressi del canile di Ugento e successivamente ricoverato presso il centro di recupero fauna selvatica di Calimera, non ce l’ha fatta. L’airone purtroppo è giunto già morto al centro, dove non si è potuto fare nulla per salvarlo. Un animale veramente incredibile, appartenente ad una specie protetta, brutalmente assassinato dalla follia di un vile bracconiere.

    Ma andiamo per gradi e ricostruiamo questa triste storia.

    I fatti risalgono alla mattina di domenica 12 ottobre 2014. A trovare per primo l’airone cenerino è stato un ciclista di Collepasso, il quale ha subito avvertito un giovane, Marco S., che al momento era intento a lavorare in campagna. Il giovane, accortosi della gravità della situazione, ha provveduto a chiamare la Polizia municipale di Ugento, attendendo vicino l’animale ferito l’arrivo degli agenti. Data la potenziale pericolosità del lungo becco dell’airone, il quale era visibilmente agitato e spaventato, gli agenti della Polizia municipale hanno provveduto a chiamare il presidente della Protezione Civile Tiziano Esposito, che a sua volta ha avvertito Continua a leggere

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