Daniele Manni, professore di informatica presso l’Istituto Tecnico Commerciale “O.G. Costa” di Lecce, originario di Racale, in corsa per il milione di dollari messo in palio dalla “Varkey Gems Foundation”, un’organizzazione internazionale che si occupa della promozione delle eccellenze nel settore “Education”, individuando coloro che vi operano in maniera più innovativa ed efficace contribuendo ad elevare la qualità dell’insegnamento.

Racale, venerdì decembrino, PC, piedini accanto al fuoco. Piacevole.
Cuffie. Nelle orecchie e nelle mie membra c’è il gradevole suono, la meravigliosa ebbrezza, del Bolero di Ravel e in mente scorrono fantasie sul prossimo San Sebastiano. Penso alla collocazione della cassa armonica, alla disposizione delle sedie, all’animo allegro dei cittadini. Immagino già la Piazza ribollir di persone consumare la nuova pavimentazione, i sorrisi, il calore -e non solo meteorologico-, l’atmosfera, il miglior abito, il miglior animo, l’animo a festa!

Curiosando tra vecchie foto della nostra comunità compaiono brevi e noiosi comunicati (li chiamano così) di due società calcistiche, cui il fine di entrambe le società dovrebbe essere lealtà e sportività, ma, vabbé, non voglio entrare nel merito e una notizia che arriva dagli States.

Il sito americano riprende ciò che è statto scritto in questi giorni dai siti di notizie italici. Si mira a due italiani speciali, una donna, che insegna a Rovigo, Daniela Boscolo, e un uomo che insegna a Lecce.
Il suo nome è Daniele Manni, origini racaline. Daniele Manni, sì, voglio ripetere ancora il suo nome, è uno dei due italiani in gara come migliore professore del mondo, a Lecce insegna ai suoi studenti come fare startup. E molte idee nate sui banchi di scuola sono già imprese in crescita. “Chi decide di seguire la via dell’imprenditorialità, non dovrà bussare a nessuna porta per trovare lavoro”, afferma.

E non è un caso che il suo nome sia finito nella lista dei docenti che concorrono al Global Teacher prize, il premio della Varkey Gems Foundation che ha messo in palio un milione di dollari per il professore più bravo del mondo, unico italiano insieme alla collega, come già detto precedentemente, Daniela Boscolo, docente di un istituto tecnico della provincia di Rovigo.

Ma in ogni quindicenne c’è davvero un potenziale imprenditore? “Andiamoci piano” ride il prof in un’intervista a Economyup.it, che spiega come l’idea di insegnare agli adolescenti a fare startup sia nata una decina di anni fa. “Affascinato dalle idee che possono nascere dalla mente dei ragazzi, ho deciso di stimolarli a credere nei loro progetti: ogni anni organizzo gruppi di lavoro in classe ai quali affido il compito di creare un piano per la realizzazione di un’impresa. Il piano deve essere completo: dal nome al business plan, dal logo al sito internet e alla realizzazione pratica dell’idea. In media su 5 gruppi di studenti, 2-3 idee sono abbastanza buone e vengono realizzate, le altre muoiono. Ma ciò che è importante è che i ragazzi inizino a masticare concetti come startup, impresa, imprenditorialità e a tirare fuori le loro potenzialità. Sia chiaro: è tutto molto artigianale, intuitivo, semplice.” spiega il docente. Che, sempre per aiutare i suoi studenti-imprenditori, nel 2004 ha fondato Arianoa (“aria nuova” nel dialetto locale), una società con lo scopo di aiutare e sostenere gli studenti e le loro startup.

E se il Salento è stato battezzato come ‘Startup Valley d’Italia’ è anche grazie a lui e alla sua capacità di andare oltre i programmi didattici e a portare l’imprenditoria a scuola. “È vero, negli ultimi anni il Salento ha visto crescere tantissime imprese innovative, dalla tecnologia all’agroalimentare, dal turismo all’abbigliamento, dalla biomedicina all’ecosostenibilità alla chimica d’avanguardia. Un buon motivo per continuare sulla mia strada: aiutare i ragazzi a prendere coscienza della realtà che li circonda e ad essere protagonisti nel loro territorio. Non serve anche a questo la scuola?”.

Intanto cresce la mobilitazione, seppur virtuale, di persone pronte a sostenere il docente. Su Facebook gli studenti hanno creato la pagine “A Daniele Manni il Nobel per l’Insegnamento” dove ovviamente vi invitiamo a cliccare. Sia chiaro, non aspettavo una notizia del genere per sbandierare ai quattro venti l’affetto e l’orgoglio che provo nei confronti della comunità e della racalanità. Solo che ora gli amici salentini emigrati al Nord e gli amici polentoni cento per cento sapranno di che pasta son fatti ‘sti racalini.
Siamo o non siamo “pacci”?