10460990_893424910681512_7712092453761984688_nIl 30 novembre ci saranno, in Puglia, le primarie per decidere il candidato presidente della Regione Puglia per la coalizione del centrosinistra, è una tappa molto importante per tutti noi Pugliesi. Abbiamo in eredità una grande visione da portare avanti, in questi dieci anni c’è stata indicata la strada, oggi tutti noi abbiamo più consapevolezza del futuro che vorremmo per noi e per la nostra Regione.
E’ molto importante andare a votare, non lasciamo che il futuro della Regione lo decidano i partiti, facciamoci carico di questa scelta, proprio come abbiamo fatto nel 2005 e nel 2010.

Io ho deciso di sostenere Guglielmo Minervini perché più rappresenta l’essenza della Puglia Migliore di questi dieci anni. E’ l’unica persona che crede in una politica onesta e trasparente che ha a cuore il bene comune e la giustizia sociale.

La Forza della VITA – una sfida collettiva
Mercoledì 19 novembre a Bari si è tenuta “La Forza della VITA – una scelta collettiva”, uno degli appuntamenti più importanti della campagna elettorale di Guglielmo Minervini. Il tema della serata è stato la salute, non nel significato più banale salute=sanità, ma come epicentro di un ecosistema, di un bene sociale come fulcro di relazioni tra i vari diritti che lo garantiscono. Per questo la parola chiave della serata è stata “vita”. Questo presupposto ha innescato una visone rivoluzionaria, un cambio totale di prospettiva rispetto a ciò che comunemente un candidato presidente scrive sul suo programma elettorale sotto la voce “sanità”.

Con l’iniziativa si è voluto ribaltare il concetto di Salute esclusivamente legato alla sanità pubblica, quella che comunemente si vive all’interno delle strutture sanitarie.

La Forza della VITA rappresenta proprio questo, l’intuizione che la politica non deve scommettere nella cura delle persone, ma debba fare un discorso di più ampio respiro. Una politica che si preoccupi della vita, come sfida collettiva non solo del genere umano ma dell’intera biosfera.

Al centro della vita ci sono tre elementi: acqua, aria, terra. Proprio da questo principio si sono sviluppati gli interventi della serata, che hanno visto protagonisti dei ricercatori pugliesi.

La prima a prendere la parola è stata proprio l’acqua, rappresentata da Elvira Tarsitano (biologa ambientalista), che ha messo al centro della discussione il ciclo delle acque in Puglia e le relative criticità. Poi è giunto il momento dell’ aria, sotto la voce di Gianluigi De Gennaro (ricercatore di chimica dell’ambiente), che ha esposto il problema dell’incidenza di tumori nelle varie aree geografiche della regione legandolo al contesto industriale e nello specifico alle emissioni di prodotti inquinanti nell’aria. Successivamente la parola è passata alla terra, nelle vesti di Matteo Spagnuolo (ricercatore di chimica agraria), che ha fatto un’analisi su come il cibo che ingeriamo può o meno essere dannoso per la nostra salute. Ha affrontato il problema dell’utilizzo di prodotti fitosanitari nell’agricoltura e quanto essi siano dannosi per la biodiversità del substrato su cui si vanno a coltivare gli ortaggi che poi giungono sulle nostre tavole.

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IL FUOCO

Il fuoco è stato affidato alla politica, colei che si deve occupare anche della vita. Soprattutto della vita, perché ricordiamolo, la politica si deve occupare delle persone. La parola quindi è passata a Guglielmo MINERVINI che ha presentato le sue proposte in merito alla salvaguardia della vita. Dall’impronta ecologica al bilancio ambientale, la vera sfida per la Puglia del futuro è proprio quella di prendersi cura del pianeta e quindi di noi stessi, della nostra vita. L’obbiettivo è “PUGLIA ZERO”, “zero spreco di terra, zero spreco di acqua, zero emissioni inquilinati”. “La Puglia un ecosistema vivente che va tutelato”.

Il passaggio più importante ed emozionante del suo discorso, quello che ha commosso l’intera platea è proprio sulla speranza…

“…voglio sentirmi una scintilla che da una mano ad accendere molte altre scintille che insieme possono appiccare il fuoco della speranza. La speranza è molto di più del potere, la speranza è uscire di qui, mettercela tutta fino al 30 di novembre, convinti che noi possiamo essere migliori, che il mondo può essere migliore, e noi possiamo essere uno strumento per migliorare questo mondo. Non è affatto detto che è vero quello che respiriamo in giro, l’intossicazione di sfiducia e di cinismo della quale ci alimentiamo ogni giorno, non è affatto vero. Il tempo che ci attende può essere un tempo di un mondo migliore. Io penso che sentirci protagonisti, dare il nostro contributo per realizzarlo, per vincere con un minimo di speranza questa sfida, sia una ragione buona non solo per vivere ma per impegnarci nei prossimi cinque anni. Mettiamocela tutta.”


 

di Robert D’Alessandro