Ormai è una questione di “ordinaria amministrazione”. Piove, le strade si allagano, le campagne si allagano, il malcontento dei cittadini aumenta, si pagano i danni, si impiega la Protezione Civile. Queste situazioni si ripetono ormai ogni anno nel periodo delle grandi piogge: l’autunno.

Ma andiamo insieme ad analizzare il problema cominciando col parlare del nostro territorio.

Il Salento è territorio molto particolare, molto differente da qualsiasi altro luogo d’Italia. Il Salento si presenta prevalentemente pianeggiante, con rilievi di modesta altitudine detti “Serre salentine”, di origine calcarea, che raggiungono l’altitudine massima nei circa 201 metri della Serra dei Cianci, in territorio di Alessano. Le Serre salentine sono separate tra loro da ampie vallate, con presenza di elementi carsici come vore, pareti calcaree erose e grotte sotterranee. Le vore, “ore” nel dialetto locale, sono delle voragini di origine carsica, veri e propri inghiottitoi, con funzione di deflusso delle acque meteoriche nella falda freatica. Per quanto riguarda l’aspetto idrogeologico superficiale, il Salento non presenta corsi d’acqua catalogabili in fiumi o torrenti; presenta soltanto zone paludose localizzate, tra cui le più vaste nella riserva naturale “Le Cesine”, canali di deflusso gestiti dai Consorzi di Bonifica, piccoli bacini idrici naturali derivanti dall’emersione delle acque della falda superficiale, bacini artificiali e laghetti di origine marina e di falda, come nel caso dei Laghi Alimini.

Quest’aspetto è molto significativo in quanto, in caso di piogge torrenziali, il pericolo di esondazione di fiumi e torrenti viene a mancare, scongiurando così catastrofi paragonabili all’alluvione di Genova del 9-10 ottobre di quest’anno. Tuttavia, in zone localizzate come grandi canali, bacini idrici e pareti rocciose, i problemi derivanti da inondazione e dissesto idrogeologico non sono da sottovalutare. Il problema viene a mancare del tutto nei nostri centri abitati, in quanto lontani da bacini idrici, canali, vore e pareti rocciose.

Perché allora durante le precipitazioni, anche intense e di breve durata, le strade dei nostri comuni diventano veri e propri torrenti in piena?

Perché spesso, soprattutto in periodo autunnale, straripano canali, vore e bacini, come ad esempio il bacino “Suddenna” a Torre San Giovanni?

Prima di tutto c’è da considerare l’aspetto pluviometrico annuale del Salento. Come si evince dalla mappa pluviometrica in allegato (elaborazione grafica: www.supermeteo.com), il Salento è un luogo in cui la piovosità media annua è estremamente varia, anche a brevi distanze. Si va da medie di 500-600 mm l’anno nelle zone settentrionali della provincia di Lecce, le più pianeggianti, fino a medie di 700-800 mm l’anno di piovosità nel basso Salento, il cui fattore principale di incremento della piovosità sono le Serre salentine. Nella zona di indagine di quest’articolo, ovvero il Salento ionico gallipolino, si va dai 500 mm lungo le coste, fino ai 600 mm in zone collinari come Casarano e Matino. Questi valori di piovosità, che rispetto ai valori medi italiani di pianura potrebbero sembrare sufficienti, in realtà hanno una distribuzione particolare durante l’arco dell’anno. Le piogge nel Salento, infatti, sono concentrate maggiormente in autunno, mentre la stagione estiva risulta essere la più secca. I temporali autunnali risultano essere quindi molto spesso intensi e con apporti d’acqua considerevoli! Questo aspetto, tuttavia, non dovrebbe preoccuparci in quanto, come detto prima, la nostra idrogeologia superficiale è pressoché inesistente.

Quali sono allora le cause di tutti questi allarmismi riguardo eventuali fenomeni estremi che potrebbero causare allagamenti e dissesto idrogeologico?

Cominciamo dalle campagne. Nelle nostre campagne, la rete di canali di bonifica che fanno confluire le acque piovane nelle vore, è molto sviluppata, quindi teoricamente non dovrebbero verificarsi problemi di straripamento…teoricamente! Ogni anno, quasi matematicamente, durante le maggiori precipitazioni, alcuni canali prossimi alle vore, e le vore stesse, straripano inondando le campagne vicine causando danni agricoli e ad infrastrutture come strade e pareti di canali e vore. Questo problema è causato principalmente dai rifiuti abbandonati nelle campagne che, trasportati dall’acqua attraverso i canali, vanno ad ostruire le vore, le quali non riescono più a risucchiare le acque meteoriche, con conseguente straripamento. Questo fenomeno è ormai una consuetudine, ma certamente non è una consuetudine la bonifica dei canali e delle campagne da parte dei comuni, così come l’educazione di alcuni cittadini e di alcune aziende poco rispettose verso l’ambiente. Il problema dei rifiuti, quindi, risulta essere direttamente collegato al problema degli allagamenti nelle campagne, ma non solo. Nei nostri centri abitati la situazione è analoga. Bottiglie di plastica, di vetro, lattine, buste di plastica e carte di ogni tipo, a causa della pioggia e del vento, vanno ad ostruire i tombini di deflusso delle acque meteoriche con conseguenti allagamenti che, in alcuni casi, possono risultare importanti. Mettiamoci poi l’incuria dei comuni che non provvedono alle ordinarie pulizie dei tombini e la mancanza dei tombini stessi in alcuni punti dei nostri centri abitati, ed ecco che le strade dei nostri comuni si trasformano in veri e propri torrenti in piena!

Gallipoli, 6/11/2014, il mare invade il lungomare di viale Galileo Galilei. Ora, mettendo da parte il fatto che in realtà è il lungomare di viale Galileo Galilei ad invadere il mare e la costa e non viceversa, come si può pretendere di bloccare onde alte 5-6 metri con una barriera di frangiflutti alta un metro?

Torre San Giovanni. Il bacino Suddenna, facente parte del Parco naturale regionale “Litorale di Ugento”, straripa spesso a causa delle grandi piogge autunnali, causando danni alle abitazioni vicine. Colpa della marea, colpa della pioggia oppure colpa di chi non rimuove rifiuti e posidonia putrescente dal fondo del bacino e dai canali adduttori in periodo pre-autunnale?

Come si interviene? Ripulendo i tombini ed i canali dall’immondizia? Migliorando la rete di deflusso delle acque meteoriche? No, si interviene solo ed esclusivamente dando l’allerta meteo e scatenando allarmismi! E allora ci si prende i meriti quando si evita una disgrazia, oppure si versano lacrime sul latte versato se ci scappa il morto…ma comunque sia, si dà l’allerta meteo, ovvero la più grande “paraculata” del millennio!

E allora come sempre la colpa la si attribuisce al maltempo, alla natura, alle nuvole assassine, quando invece la causa degli allagamenti e degli smottamenti è da attribuire direttamente all’essere umano, che cementifica dove non si dovrebbe, che riempie di rifiuti la natura, che non ripulisce le proprie infrastrutture dai rifiuti che ci getta sopra, che si ostina a distruggere le coste cementificandole e costruendo edifici ed infrastrutture a pochi passi dal mare…che crea l’allerta meteo per eventi atmosferici estremi, quando invece l’unica allerta che dovrebbe esserci è quella per presenza abusiva di esseri umani su questo splendido pianeta.