Il Salento, in particolar modo la provincia di Lecce, è uno dei luoghi più urbanizzati d’Italia; nel raggio di pochi chilometri spesso si possono incontrare numerosi territori comunali e quindi risulta difficile determinare in quale territorio comunale viene a trovarsi un fondo, non avendo a disposizione una qualche mappa catastale aggiornata. Molto spesso, durante le nostre lunghe passeggiate in campagna, veniamo assaliti dal dubbio: ci troviamo ad Alliste oppure a Racale? Questo terreno appartiene a Matino oppure a Casarano? Questa casa è situata a Taviano oppure a Gallipoli? Questa discarica abusiva è di proprietà di Melissano oppure di chi si diverte a gettare rifiuti nelle campagne ignorando la raccolta differenziata porta a porta? Soprattutto quest’ultima domanda ultimamente ci assilla e non poco!

La raccolta differenziata porta a porta rappresenta una grande rivoluzione per molti aspetti, al di là del suo funzionamento e della destinazione spesso misteriosa dei rifiuti che lasciamo fuori casa; non più viaggi a piedi per strada verso il cassonetto con in mano pesanti bustoni pieni di immondizia spesso percolante, non più tempo perso a gettare una ad una le bottiglie di vetro nel buco della campana verde della raccolta differenziata del vetro, non più olezzo per le strade dovuto alla presenza di cassonetti che sostano da anni senza mai esser stati puliti, meno ratti che spesso si intrufolano nelle abitazioni più vicine ai cassonetti, ecc. ecc., tutto finanziato da noi cittadini attraverso le tasse sull’immondizia (Tarsu, poi diventata Tares, poi Tari, che confluisce nella IUC…e poi il cittadino esce fuori di testa e viene preso pure per pazzo!).

Considerati tutti questi aspetti positivi (al di là, ripeto, della destinazione dell’immondizia e delle cifre in euro sulla bolletta), vengono spontanee alcune domande: perché abbandonare i rifiuti nelle campagne? Che senso ha pagare le tasse sui rifiuti che, indirettamente, produciamo, se poi andiamo a gettarli dove viene viene? Cosa spinge il cittadino a compiere questo reato ambientale?

La prima arma che un cittadino possiede (o dovrebbe possedere) per prendere delle giuste decisioni che siano idonee ad una felice convivenza con i concittadini, è l’informazione. Parlando con la gente, abbiamo potuto tristemente constatare che riguardo agli argomenti “immondizia” e “differenziata” regna ancora molta ignoranza; alcuni credono che se un giorno si getta il doppio dell’immondizia del giorno precedente, questo aumento di immondizia fa aumentare le tasse, concetto ovviamente errato in quanto nelle nostre case non è presente il contatore dell’immondizia (…per ora!). Riguardo i materiali da gettare nella plastica, nella carta, nell’organico o nell’indifferenziata, il caos diventa catastrofico. Alcuni son convinti che bicchieri, piatti e posate usa e getta in plastica vadano nella raccolta della carta, errore probabilmente causato dal fatto che molta gente li chiami piatti, bicchieri e posate di carta anziché di plastica. Altro caos è causato dagli innumerevoli imballaggi che conservano i prodotti alimentari che compriamo e consumiamo ogni giorno; non tutti infatti sanno che il Tetrapak va nella carta, mentre il suo tappo va nella plastica, oppure che l’imballaggio del caffè va nella plastica e non nell’alluminio, oppure ancora che si possono gettare tranquillamente i guanti in lattice naturale nell’organico, anziché miscelarli nell’intruglio dell’indifferenziata.

L’ignoranza, o meglio la disinformazione, è quindi la prima causa dell’abbandono dei rifiuti nelle campagne. Ogni comune, dunque, deve garantire un certo livello di informazione per permettere alla cittadinanza di effettuare una corretta differenziazione dei propri rifiuti, informazione che deve andare a braccetto con una buona campagna di sensibilizzazione verso temi importanti e delicati come l’inquinamento, il rispetto per l’ambiente e la salute pubblica. Per questo, un cittadino non informato e non sensibilizzato diventa un potenziale trasgressore della legge, un potenziale inquinatore dell’ambiente e un potenziale distruttore della salute pubblica.

Considerate le innumerevoli discariche abusive che possiamo incontrare ogni giorno lungo le strade di campagna dei nostri comuni, possiamo constatare che di gente disinformata ce n’è fin troppa! Analizzando nel dettaglio molti dei rifiuti presenti in queste discariche abusive, vengono fuori anche molti scarti industriali, che lasciano andare verso conclusioni poco rassicuranti: la disinformazione non è soltanto una questione legata al singolo cittadino, ma anche alle nostre industrie tradizionali, che rappresentano la prima forza economica e tradizionale del Salento!

Data la gravità della situazione presente in un territorio di Melissano, esattamente in località Scirpi, sotto il ponte della Strada Provinciale 68 Taviano-Casarano, luogo gravemente inquinato con presenza di elementi pericolosi come scarti industriali e contenitori di fitofarmaci, i cittadini melissanesi si stanno movimentando a favore della bonifica di questo sito inquinato. Il 9 ottobre, infatti, è stata inviata una raccomandata al Comune di Melissano con all’interno il documento di segnalazione del sito inquinato e di richiesta di bonifica, con allegate le fotografie dei rifiuti presenti. Come per legge, l’amministrazione comunale dovrà movimentarsi per l’immediata bonifica del territorio in questione. Come se non bastasse, ultimamente stanno aumentando le segnalazioni di fumi tossici provenienti da luoghi non ben identificati delle campagne melissanesi e avvertiti dalla popolazione sempre in orari serali, segnalazioni fatte dai cittadini sul gruppo Facebook “Sei di Melissano se…”.

Tutti noi dobbiamo augurarci che queste segnalazioni, insieme a quelle di chi ogni giorno si batte contro l’inquinamento e a favore dell’ambiente, siano soltanto le prime di una lunga lista di segnalazioni, nella speranza di poter ammirare in un giorno futuro, ma non lontano, una natura incontaminata, uliveti verdi, vigneti pieni d’uva, pinete meravigliose e non più immense piantagioni di immondizia.