Nei primi giorni di dicembre si è svolto l’incontro tra Regione Puglia e Comune di Lecce, incontro che ha accordato il sotegno economico alla candidatura di Lecce 2019. Pronto il piano in due fasi che dovrebbe portare a Lecce più di 200 milioni di euro. Perrone: “Sono soddisfatto, ora bisogna fare in fretta”.

Intanto…

Nel 2019 tocca all’Italia (e Bulgaria) ospitare la Capitale Europea della Cultura e non sembra essere una decisione facile, anzi, non lo è per niente.
L’Italia è un Paese costruito solidamente sulla cultura, sulle origini dei popoli che l’hanno assediata, formata, vissuta, abitata. Siamo il paese dell’architettura, dell’archeologia, delle arti visive, dell’ambiente e del paesaggio. Siamo il Paese che sa dare spettacolo, della musica, della letteratura. E ancora, siamo il Paese di musei e biblioteche, cultura scientifica, formazione, sviluppo, ricerca. Gastronomia.

Le candidature per ricoprire le vesti di Capitale Europea della Cultura 2019 sono: Amalfi, Aosta, Bergamo, Cagliari, Catanzaro, Caserta, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Siena, Siracusa, Taranto, Torino, Urbino, Venezia.

La Giuria Europea di Selezione, lo scorso venerdì 15 novembre, ha proposto al Mibac la short list che il governo, entro un mese, potrà ratificare. Fra nove mesi saranno valutati i programmi delle città preselezionate che sono: Siena, Cagliari, Lecce, Ravenna, Perugia-Assisi e Matera.

Una scelta che può imbarazzare, per certi aspetti, vista le città candidate ma una, più di tutte, sembra avere i requisiti giusti per essere fregiata del titolo. Vi parlo di una città e di un territorio visto con un occhio differente da pochi anni. Lecce e il Salento in generale, nell’ultimo decennio sono stati probabilmente il territorio italiano che più ha dimostrato vitalità nel presentare la propria offerta culturale. La città è indubbiamente una piccola perla ricca di storia, arte e tradizioni e si incastona in un territorio che fa della bellezza storico-naturalistica il suo punto di forza. La capacità del territorio è stata quella di saper mettere a sistema il proprio patrimonio, diventando luogo di eventi da vivere e fruire in un’offerta turistica coordinata che è stata felicemente messa alla prova da una crescita esponenziale di arrivi e presenze.

Lecce, pertanto, è già pronta a sostenere un evento così condiviso. Inoltre, la posizione del Salento come cerniera sul Mediterraneo ha reso Lecce centro importante di un bacino europeo che, se pur in una crisi di sistema, ha recuperato l’orgoglio e la dignità di culla della civiltà occidentale. Tutta la cittadinanza è coinvolta dall’Amministrazione comunale attraverso i LUAC- laboratorio Urbano Aperto Creativo. I LUAC sono incontri aperti ai cittadini, agli studenti, agli operatori socio culturali e agli amministratori del territorio, in cui tutti sono chiamati a confrontarsi sulle svariate tematiche e a proporre le proprie idee. Airan Berg, coordinatore artistico di Lecce capitale della cultura 2019, sta incontrando gli operatori culturali, sociali ed economici, coinvolgendoli in un percorso partecipato, costruito sui mattoni delle idee. Anche il sito lecce2019.it è impostato al fine di permettere agli utenti di inviare e proporre pensieri, visioni, utopie.