Ma l’Italia che ci sta a fare nell’Unione Europea? Cosa ci fa se non riesce a rispettare gli accordi dei vari Trattati e se non riesce a garantire diritti per tutti?

Layout 1Se uno Stato vuole entrare nell’Unione Europea, deve dimostrare di saper rispettare i diritti degli omosessuali. Lo affermano nero su bianco il Trattato UE e la Commissione Europea: «I diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali formano parte integrale dei criteri per l’accessione all’Unione»

E’ il primo in Italia e farà discutere. Si tratta di un corso di autodifesa contro insulti e aggressioni omofobiche, dedicato espressamente alla comunità LGBT sempre più vittima di episodi di intolleranza e violenza come dimostrano gli ultimi dati. L’Italia in particolare è il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. Troppo anche per il personal trainer dei vip (ha lavorato tra gli altri con Madonna) e maestro di arti marziali Andrea Carollo, che ha pensato quindi di lanciare un corso di autodifesa, aperto a tutti, ma dedicato specificamente ai gay. In una realtà come quella veneta dove la comunità LGBT è molto attiva (ad esempio il Padova Village, che replica l’omonima kermesse romana), parallelamente sono numerosissimi gli episodi di intolleranza e ghettizzazione.

Ora però vorrei ricordare l’ennesimo caso di omofobia che si è registrò un mercoledì di metà maggio e le agghiaccianti motivazioni che spinsero il “padre” a dire certi pensieri. Quel giorno, a Roma, un 16enne approfittò della ricreazione per lanciarsi nel vuoto dal terzo piano del suo istituto scolastico perché, secondo alcuni amici, si erano presentati dei dissidi col padre: “Non ne poteva più di essere deriso perché era gay ed era stanco dell’atteggiamento di suo padre, che a volte si comportava in modo violento perché non accettava la sua omosessualità”. Ma siamo in Italia, Paese del G8 e del G20, visitato ogni anno da milioni di turisti, apprezzato e sviluppato, così “avanti” da non garantire l’uguaglianza per tutti…Quando capiremo che l’omosessualità non è una malattia e che gay, lesbiche, transessuali sono uguali a noi?

Mattia Antonio Chetta