Taviano: l’Amministrazione comunale condanna a morte gli alberi monumentali della città! Pronta una controperizia per la sospensione della delibera.

Prima di addentrarci all’interno di un complicato e per certi versi delicato discorso, vorremmo parlarvi di alcuni problemi dei centri abitati.
Il grigiume della città, il caos stradale, i fumi di scarico delle automobili. Il cittadino medio, ogni santissimo giorno, deve fare i conti con questi ed altri problemi della vita in paese, problemi che potrebbero sembrare secondari e non importanti, ma che invece incidono e non poco sul benessere fisico e psichico della persona. Lo dice la scienza psicologica stessa: il nero, il grigio ed i colori spenti in generale non hanno effetti positivi sulla salute mentale dell’essere umano, salute mentale che è fondamentale per garantire una buona salute fisica.

Il Verde…
Si, il verde. Tutti voi, leggendo la parola “verde”, l’avranno sicuramente associata alla natura. Il verde è il colore del benessere, della vita, dell’energia, non a caso è il colore della clorofilla, ovvero quell’importantissimo pigmento che permette alle piante di ottenere energia dalla luce del sole. Grazie alla clorofilla, che d’ora in avanti chiameremo Verde, si realizza la fotosintesi clorofilliana, ovvero quel magnifico processo per cui la luce del sole, con la complicità del Verde, converte sei molecole d’acqua e sei di anidride carbonica in una molecola di glucosio, di cui la pianta si nutre. Questa reazione è la Vita! Si, avete letto bene! Questa reazione produce infatti un sottoprodotto fondamentale per la vita: sei molecole di ossigeno. Se ci permettete quest’affermazione, al di là di ogni credo e religione, possiamo affermare che il Verde altro non è che Dio.

Nel mondo di oggi, devastato dalla distruzione, dal cemento, dalla desertificazione provocati dall’uomo, l’unica via di salvezza è il Verde.

Chi siamo allora noi per decidere il destino del Verde?

Spesso, fin dall’antichità, l’uomo ha piantato il Verde, lo ha amato e venerato; ha creato i giardini, le coltivazioni e con l’avvento del nuovo mondo ha creato anche il Verde urbano, che svolge una moltitudine di funzioni, ad esempio rilassa gli automobilisti, rende vive le nostre città, dona ossigeno e allo stesso tempo assorbe CO2 e molecole inquinanti dei gas di scarico delle auto. Senza il Verde urbano, le nostre città sarebbero tristi, ci sarebbe molto più inquinamento, ci sarebbero molti più incidenti e l’aria sarebbe irrespirabile. Questo lo avevano capito, quasi profeticamente, i nostri nonni, che con la loro umiltà di contadini, artigiani e pescatori, piantarono il Verde delle nostre città, con la speranza di darci un futuro migliore, un futuro più pulito, più respirabile, più vivibile…più Verde insomma.

E poi si arriva ai giorni d’oggi. La società è cambiata, la tecnologia ha fatto passi da gigante, le auto per le strade e le strade stesse si sono moltiplicate, come anche le abitazioni, le fabbriche, ecc. Una cosa però non è cambiata ed è rimasta immutata: la funzione vitale del Verde. E allora, perché distruggere il lavoro e la passione dei nostri nonni? Perché rinunciare alla principale fonte di vita? Perché strappar via quel naturale filtro radicato nel terreno delle nostre città da prima che nascessimo?

La storia che vi stiamo raccontando è la triste storia di un gruppo di alberi condannati a morte dai figli e dai nipoti di coloro che li piantarono con naturale amore.

Ma entriamo nei dettagli: il 10 ottobre è stata resa pubblica sull’albo pretorio online di Taviano, la “deliberazione della giunta comunale n° 302” con oggetto “Interventi di taglio alberi per pericolosità” (la delibera è consultabile nel file PDF in allegato).

Questa delibera ha subito destato alcune perplessità e tutt’ora è oggetto di analisi e verifiche secondo quelle che sono le normative riguardanti la gestione del Verde pubblico.

Le piante coinvolte in questa storia sono otto: due pini d’Aleppo (Pinus halepensis), quattro pini italici (Pinus pinea), un eucalipto (Eucalyptus spp.) e un cipresso (Cupressus sempervirens). Alcune di queste piante sono da considerare monumentali in quanto superano i 2,5 metri di circonferenza del tronco ad 1 metro e 30 centimetri da terra, quindi sono piante che teoricamente dovrebbero essere tutelate.

Per questo motivo, un comitato spontaneo cittadino di Taviano si è movimentato affinché venga sospeso questo taglio, attraverso una richiesta di sospensione della Delibera sopracitata, commissionata ad un dottore Agronomo.

Ognuno di noi ha il dovere di proteggere il patrimonio arboreo delle nostre piccole cittadine, un patrimonio storico, di alto valore paesaggistico ed economico. Dobbiamo sempre prendere in considerazione che la natura non appartiene a noi, ma siamo noi ad appartenere alla natura, quindi sta a noi amarla e proteggerla da coloro che vogliono abusare di essa.

In seguito, potete visionare i file:

 di Francesco Salvatore Chetta

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    2 pensieri su “Taviano: l’Amministrazione comunale condanna a morte gli alberi monumentali della città! Pronta una controperizia per la sospensione della delibera.

    1. In una poesia di un poeta tedesco relativa alle distruzioni della seconda guerra mondiale si legge press’a poco così… QUELLO CHE ALTRI HANNO COSTRUITO IN MILLE E MILLE ANNI, IN UN SOL GIORNO QUELLI LO DISFANNO.,,Mi pare che questi versi si addicano proprio all’abbattimento legalizzato di alberi secolari voluto dal Comune di Taviano.
      “Speriamo Dio che li perdoni,…ma non credo”.

    2. In una poesia di un poeta tedesco relativa alle distruzione dell’ultimo conflitto mondiale, si legge pressappoco così:…QUELLO CHE ALTRI HANNO COSTRUITO IN MILLE E MILLE ANNI, IN UN SOL GIORNO QUELLI LO DISFANNO… Mi pare che questi versi si addicano proprio all’abbattimento legalizzato voluto dal Comune di Taviano. Concludo con una frase che ho sentito dire da una vecchietta alla quale erano state rubate le poche cose che aveva: “Speriamo Dio che li perdoni, ma non credo”.

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