Sochi 2014 e la disfatta dell’Europa

sochi_2014_header_imageAl villaggio, in autobus, in pista: tutti mi chiedono cosa stia succedendo nel mio Paese…Gareggiare in queste condizioni non è facile. Siamo tutti distratti dai fatti di Kiev.

Buonasera a tutti. Si ritorna dalla Polonia con un grande (e pesante, nel senso buono del termine) zaino culturale sulle spalle. Spalle che iniziano a prendere forma, spalle che vorrebbero diventare sempre più robuste, sempre più ricche di conoscenze e curiosità delle tradizioni extrasalentine. Per chi non lo sapesse, assieme a Robert, Carlo, Marco, Agnese, Valentina, Elena e Clara, abbiamo preso parte all’edizione 2014 del treno della memoria ma di questo ne parleremo più in là (sì, sempre con quella calma che mi contraddistingue, per certi aspetti).

E allora, de ci cazzarola ole cùnta, quistu?* potreste chiedervi, giustamente! Dal mio cellulare davo un’occhiata al medagliere delle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 e notavo con entusiasmo quanto il nostro team avesse migliorato il totale delle medaglie messe al collo rispetto all’edizione precedente, quella di Vancouver, in Canada, nel 2010. Però, pensavo anche, a quanto sport e politica si siano intrecciate, amalgamate tra di loro ultimamente. E iniziamo proprio da Sochi. Pensavo agli amici sportivi ucraini, a quanto deve essere difficile gareggiare in un evento così importante mentre il tuo Paese vive situazioni tragiche dove, soprattutto a Kiev, mancano patate, acqua, medicine ma nessuno osa chiedere quello che manca davvero: un vero leader, insomma. Restano poche, pochissime ore per salvare l’onore – almeno l’onore – di questi Giochi ma nessuno sembra pensarci più di tanto.  Continua a leggere

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