…ai compagni che sono ancora nel Partito Democratico. Perché un’alternativa c’è sempre !

Perché una nuova sinistra ha bisogno anche della straordinaria forza di tutte e tutti i compagni del PD diventati ormai miopi ad un’alternativa possibile fuori dal partito della nazione.

Perché anche fuori dal PD si può essere uomini e donne innamorati della buona politica.

Condurrò questa breve riflessione immedesimandomi in un militante del Partito Democratico. Nonostante non sia mai stato iscritto, ho comunque creduto fortemente nel progetto del centrosinistra “Italia Bene Comune” (elezioni 2013).

Le considerazioni che voglio condividere cercano di trovare delle risposte alle seguenti domande:

Esiste un limite di azioni/attività del Partito che possono spingere il militante ad abbandonare lo stesso? Quali potrebbero essere?

Oppure il Partito può diventare l’unica entità che fornisce al militante l’oggetto per concepire la politica e il senso di appartenenza? Quindi implicherebbe una visione dove il partito visto come entità superiore “universo” permette il concepimento della politica e dell’esercizio della militanza.

La politica, il partito, la sinistra.
Che cosa dobbiamo altro vedere per credere che il centrosinistra non ha altro che le sembianze di un cadavere ormai in avanzato stato di decomposizione?!
Di cos’altro abbiamo bisogno per capire che quello non è più il partito di Berlinguer?!

Bisogna per un attimo essere realisti, il Partito Democratico in questi ultimi tempi ha subito un cambiamento irreversibile nel “Partito della Nazione” di Renzi con cui Continua a leggere

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    «L’Europa a causa delle politiche dell’austerity si sta suicidando»

    10561718_1618636801711673_7997457963599184356_nLa causa che ha portato il governo Tsipras a indire un referendum non è qualcosa di anomalo, qualcosa di raro, ma storia ordinaria di un’Europa basata sempre più sull’economia che sulla politica. Era il 18 marzo 2010 quando il governo di Atene diceva “Se l’Europa ci abbandona dovremmo chiedere aiuto al Fmi”, anche allora, la signora Merkel rispondeva con la sua solita arroganza di chi può giocare il ruolo del più forte: “chi è incapace di rientrare dal debito va escluso dall’eurozona”. Un’esperienza simile l’ha provata anche l’Italia, nel 5 agosto 2011, la Bce dichiarava “Senza le riforme necessarie, non acquisteremo i vostri titoli”. Quali fossero le riforme necessarie poi non l’abbiamo mica tanto capito: il caro Monti, con le politiche dell’austerity di danni ne ha fatti veramente di grossi. Ora stanno venendo tutti a galla. E menomale che era un professore?!

    Ora, però, ritorniamo alla Grecia. Era il 3 novembre 2011 e lo stato greco subiva l’ennesimo diktat dall’Europa (Merkel e Sarkozy): “o il referendum o gli aiuti”. E’ con queste parole che l’allora governo greco guidato da Papandreou decise di piegarsi al potere dell’Europa e di sottomettere il popolo greco al governo della Troika e alle politiche dell’austerity. Proprio come quello che è accaduto in queste ore, l’Europa anche nel 2011, disse alla Grecia che se Continua a leggere

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      Una nuova Sinistra: “Possibile”

      Possibile

      Cos’è successo…

      Domenica scorsa si è svolta la prima assemblea nazionale di “Possibile”, il movimento che è nato dall’uscita della parte cavatina dal Partito Democratico.

      Finalmente! Finalmente si è liberata quella bell’energia che è sempre stata poco utilizzata nel Pd, quei compagni e quelle compagne con cui da sempre c’era una reciproca condivisione di vedute ma non c’era un vero e proprio terreno comune su cui confrontarsi e agire insieme. – O meglio – probabilmente c’è stato fino alle elezioni del 2012 quando comunque il centrosinistra ha creduto nella coalizione “Italia Bene Comune”, una coalizione che metteva insieme anche quella sinistra che credeva nel Pd come principale forza progressista di questo Paese. Quel Pd aveva imparato a contaminarsi con quella sinistra che si era portata un passo avanti nella sfida della declinazione della propria essenza nella modernità. Ma la storia, come tutti ben sappiamo, ha avuto un altro corso. L’entrata in scena del “rottamatore”, non votato da nessuno, ha voluto rottamare non le larghe intese, non Berlusconi, non i vecchi del partito, ma ha voluto scegliere di rottamare la sinistra. Puntando nella direzione opposta, riempiendo il proprio partito di persone non certo di sinistra e facendo un governo politico di larghe intese con Alfano e la destra di questo Paese. Ma la destra non è soltanto questione di amicizie di governo, ma è proprio un’agenda politica – tutta diversa da quella di Italia Bene Comune – che con la sinistra non ha niente a che spartire. Dal decreto “Sblocca Italia” (cemento, trivelle e ancora combustibili fossili), Jobs Act (meno diritti, cancellazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, sempre più precariato, zero investimenti), riforma costituzionale e legge elettorale (meno democrazia, con qualche pizzico di incostituzionalità ), alla Buona Scuola (preside manager, autonomia, finanziamenti alle paritarie, meno scuola pubblica). Da non tralasciare le belle storielle che ci ha da sempre raccontato sull’Europa, in sei mesi non è riuscito neanche a porre un ragionamento europeo sull’immigrazione.

      Per non parlare di Renzi segretario del Pd: un disastro. Affossa Marino e candida un ineleggibile come presidente della regione Campania. Una svolta autoritaria e liberista dove o la pensi come Renzi o sei un gufo.

       

      Ci vogliono far credere che una nuova sinistra è quasi uguale alla destra…
      Invece una nuova sinistra, è possibile.

      Ho da sempre condiviso molte posizioni di Civati, tanto da sostenerlo e votarlo alle primarie del 2013. Seguo da tempo con grande curiosità e condivisione le battaglie politiche di Elly Schlein. Dopo essere uscito da Sel meno di un anno e mezzo fa mi sono sempre ritrovato in quella “terra di mezzo” che va da Civati a Tsipras, passando Continua a leggere

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        SEL Puglia rivela la sua vera essenza: “una scatola vuota”. Tra contraddizioni e decisioni senza discussione

        Senatore - Dario Stefàno

        Senatore – Dario Stefàno


        Il Senatore Dario Stefàno, eletto nelle ultime politiche fra le liste di Sel, proveniente da un assessorato regionale alle Risorse agroalimentari, allora nella lista “La Puglia per Vendola”, pochi giorni fa ha annunciato la sua candidatura alle prossime primarie regionali. Il tutto ha un po’ sconvolto il clima, già non dei migliori, in Sel. Infatti Stefàno non rappresenta una candidatura sotto le insegne di Sel, come ha affermato lo stesso. Tant’è che addirittura la sua candidatura non è una decisione che arriva dall’Assemblea regionale del partito, che si ritrova questa sera a Bari proprio per discutere della possibile Continua a leggere

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          L’Altra Europa con Tsipras: “un traguardo per una nuova partenza”

          Foto di Stefania Sansone

          Come commentare queste Elezioni Europee ?

          Noi le abbiamo vissute in maniera molto particolare: all’inizio la pesavamo come tutti, “sono elezioni europee, poco importanti, ma che allo stesso modo richiedono un minimo d’impegno”. Qualcosa di tranquillo. Invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla nostra passione. Non avremmo mai creduto di riuscire a coinvolgere così tante persone.
          Eppure è successo.

          La nostra campagna per le europee è stata una battaglia molto coinvolgente, eravamo un gruppo, e soprattutto facevamo squadra. Giovani, pronti a mettersi in gioco, e tutti entusiasti dal voler disegnare Continua a leggere

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            Il M5S alle Europee un gruppo persino meno rilevante del gruppo misto. “Per formare infatti un gruppo parlamentare servono almeno 25 eletti di almeno sette differenti paesi, e il M5S ha deciso di non parlare con nessun’altra forza europea”

            cosedellaltraeuropa
            1. “Perché votare un leader greco quando potete votare dei cittadini italiani?”

            Forse a causa del dibattito mediatico di questi giorni neanche i candidati pentastellati si sono accorti che si vota per il rinnovo del parlamento europeo, e non per quello italiano. Infatti a saguito dell´entrata in vigore del Trattato di Lisbona,  Il parlamento europeo per la prima volta indicherà il presidente della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE. Il voto è quindi un voto europeo e noi candidiamo un europeo, il greco Alexis Tsipras. Lo candidiamo nell’ambito lista di cittadini e cittadine italiane, provenienti da movimenti, associazioni, organizzazioni politiche e mondi della cultura e del lavoro differenti tra loro, ma uniti  in un’alleanza che comprende forze di sinistra in tutta Europa e che ha come programma comune la lotta all´austerity e a precarietà e disoccupazione con la costruzione di nuovo modello sociale in un’Europa democratica.

            Anche le altre liste candidano non italiani (incredibile vero?) il PD un tedesco, le destre del PPE un lussemburghese i centristi dell´ALDE un Belga.

            Possiamo invece rivoltarvi la domanda: perché alle elezioni europee non candidate un europeo? Infatti solo il Movimento Cinque Stelle in Italia non indica chi è il proprio candidato… Intendete forse candidare Casaleggio? Effettivamente il grigiore dei burocrati europei gli si addice… In tutta Europa si discute di chi dovrà guidare la Commissione europea e cosa dovrà fare. Il M5S se ne frega e parla di “Renzie” senza avere la minima idea di come concretamente portare avanti una azione veramente a favore dei cittadini all´interno del prossimo Parlamento europeo…

            2. “La lista l’altra Europa con Tsipras avrà pochi voti quindi è un voto inutile per chi vuole cambiare l’Europa.”

            Falso! L´Europa la cambia chi avrà a livello Europeo i numeri e il  consenso per farlo, giorno per giorno. La nostra è una lista europea, e saremo secondo tutti i sondaggi il terzo gruppo, il terzo incomodo, subito dietro socialisti e popolari. Avremo senza dubbio un peso nel parlamento europeo e ci candidiamo a rompere le larghe intese che fino ad ora hanno portato solo tagli e povertà. Potremmo essere determinanti per una svolta nelle politiche europee, eleggendo deputati da tutti i paesi, al contrario del movimento cinque stelle.

            Il M5S  -sempre che non si allei con i neofascisti e nazionalisti di Farage e Le Pen – resterà da solo, con una manciata di deputati assolutamente inutilie senza un gruppo politico di riferimento, bloccato nel limbo dei “non iscritti”, un gruppo persino meno rilevante del gruppo misto. Per formare infatti un gruppo parlamentare servono almeno 25 eletti di almeno sette differenti paesi, e il M5S ha deciso di non parlare con nessun’altra forza europea, per non rischiare di diventare utile a qualcosa che non sia la mera testimonianza.
            #facciamochiarezza

            FONTE: http://claudioriccio.eu

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              Il governo Renzi rottama l’università: ancora tagli agli atenei

              cosedellaltraeuropa
              Il governo Renzi si è insediato con manovre di palazzo e grandi proclami. Tra questi spiccava senza dubbio il forte richiamo all’Istruzione come priorità di intervento. Abbiamo sentito più volte il premier ripetere “istruzione, istruzione, istruzione” richiamando il motto di Tony Blair “education, education, education”. Messo alla prova dei fatti Renzi ha però già smentito se stesso.

              Nel DEF, infatti, spuntano i tagli all’ Continua a leggere
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                Il PD: SI ASTIENE! Capolista donne ? Ma non difendono i diritti delle donne.

                cosedellaltraeuropa

                “Il Pd ricandida tutti gli europarlamentari che a dicembre hanno bocciato la risoluzione Estrela su salute e i diritti sessuali”. Alessandra Quarta, candidata a Bruxelles con la Lista Tsipras, attacca frontalmente il Partito democratico. I fatti: qualche mese fa, l’europarlamentare portoghese del Pse Edite Estrela ha visto bloccata la sua proposta su educazione sessuale, diritti Glbt e interruzione volontaria di gravidanza per una manciata di voti. Colpa anche dei Democratici italiani, che, capitanati da David Sassoli, si sono astenuti. Secondo Quarta, tutti quegli esponenti sono in lista per le Europee, assieme alle capolista donne volute da Matteo Renzi: “Un ‘pinkwashing’ per mostrare un partito più ricettivo sulle questioni di genere, ma la realtà è che il Pd vuole mandare in Europa gli antiabortisti”

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                  Berlinguer e la bellezza della Politica

                  pd_tavianoIl PD di Taviano ha deciso di proiettare nel MULTIPLEX TEATRO FASANO di Taviano, sabato 12 aprile 2014 alle ore 20.00, il docufilm di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer”. Il racconto di un personaggio che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della politica italiana. Nel film viene rivissuta la vita di Berlinguer da quando venne eletto segretario generale del Partito Comunista Italiano (PCI) nel 1972 alla data della sua morte 1984.

                  Noi di RacaleCAM, abbiamo chiesto al segretario del Partito Democratico di Taviano, Mauro Gaetani, cosa rappresenta per lui ma soprattutto per l’intero circolo la visione di questo film.

                  “Abbiamo deciso di proiettare questo film perché vogliamo lanciare un messaggio ben preciso, quello che la politica può essere una cosa bella. Spinta da grandi valori e ideali, una politica che riesca a coinvolgere attivamente” – afferma il Segretario.
                  Basti pensare al movimento studentesco di contestazione del ’68 e le sue “marcusiane” ragioni, nonostante esso fosse visto e vissuto nel PCI con titubanza e qualche avversione, Berlinguer fu in grado di capire, difendere quei giovani, e stare dalla loro parte.

                  Continua Gaetani – “Con questa serata vogliamo far nascere Continua a leggere

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