Street Art: opinioni da salotto

Foto Robert D’Alessandro

E’ sempre difficile scrivere di arte e opere artistiche, soprattutto quando ti ritrovi inaspettatamente nella bolgia di alcuni cittadini che, all’apparenza e quando conviene, risultano essere i migliori critici d’arte, i migliori filosofi, i migliori opinionisti da salotto. Notavo, anche, come sui social network le persone interagivano veemente tra di loro, quasi come se dovessero per forza convincere i dissidenti!
Ma consentitemi di arrivare al nocciolo della questione, a questa triste (per alcuni) opera di street art sito in Via Mazzini. Lo street artist Ozmo ha preso spunto dal dipinto di Andrea Mantegna databile al 1480 circa pittore che, evidentemente, amava ritrarre San Sebastiano e le sue frecce, poiché lo dipinse almeno tre volte, in tre periodi del tutto differenti della sua vita artistica.

Non vi dico quello che mi passava per la testa mentre leggevo alcune volgarità! Personalmente avevo bisogno di qualcosa del genere nella mia Racale, qualcosa che svecchiasse e ringiovanisse le mentalità arcaiche vigenti (con tutto il rispetto), qualcosa che mobilitasse, in qualche modo, l’opinione pubblica, qualcosa…sì, che faccesse scandalo, diciamo. E sono stanco di studiare (5° anno Architettura e Design) stili preistorici, antichi, classici, religiosi. Forse avevo proprio bisogno dell’arte contemporanea di questi giovani artisti. Definisco arte contemporanea

– cioè di oggigiorno – di chi la produce come arte ambigua quando arriva al destinatario di chi vede l’ opera e l’ artista contemporaneo è colui che vive quotidianamente interpretando se stesso liberamente senza essere convenzionale o concettuale privandosi o escludendo tutte le regole o i canoni dell’ arte. L’ artista contemporaneo vive e associa l’ idea nel quotidiano, apporta novità attraverso il vivere, si rapporta fondamentalmente con il mondo che si trasforma e lo fa attraverso materiali ideazionali.

Penso, inoltre, che non sia un’arte difficile l’arte contemporanea; bisognerebbe non sapere nulla del passato per condividerla….ecco perché se ne parla. Il contemporaneo è il futuro,  non si ferma il contemporaneo, non è mai contento…

(P.S. Al telefono, questo pomeriggio: “hanno messo una freccia nella minchia!” Beh, caro amico, se facciamo un confronto con l’originale, la posizione della freccia non cambia molto…)

A proposito, volete altri esempi di arte contemporanea? Eccovi serviti:

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