Una mostra fotografica sulla biodiversità

Comunicato stampa Associazione APE “Gabriele Toma” – Racale
“MOSTRA FOTOGRAFICA: la flora e la fauna del Salento”

L’Associazione APE “Gabriele Toma” organizza presso il Giardino Costiero di Torre Suda, marina di Racale, per giovedì 20, venerdì 21 e sabato 22 agosto, una mostra fotografica naturalistica sulla flora e la fauna del Salento. Gli obiettivi dell’iniziativa sono: divulgazione, informazione e sensibilizzazione verso i temi ambientali di tutela e salvaguardia della flora e della fauna selvatiche del Salento; promozione turistica dei Parchi Naturali Regionali, delle Riserve Naturali e dei luoghi di interesse naturalistico della provincia di Lecce. Con particolare interesse al Parco Naturale Regionale “Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo” e Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”.

Il progetto rientra tra le iniziative promosse dal CSV Salento mediante il bando “Idee per la promozione del volontariato 2015”. Infatti l’Associazione APE è risultata vincitrice della seconda scadenza del bando che ha visto il posizionamento del progetto presentato dall’associazione all’11° posizione.

L’idea della mostra nasce dalla collaborazione dell’associazione APE con il gruppo di giovani appassionati di “Flora e fauna del Salento” che da ormai un po’ di anni si occupa della divulgazione scientifica inerente la biodiversità che caratterizza gli ambienti del territorio salentino. Inoltre per la realizzazione del Continua a leggere

Condividi questo Contenuto

    Il lungo viaggio di Spaky

    foto-di-Mariano-Polimeno

    foto di Mariano Polimeno

    650 km…

    650 km misura esattamente la distanza in linea d’aria tra Santa Maria di Leuca e Segna, cittadina croata di poco più di settemila anime, posta sulla costa dalmata e facente parte della Regione della Lika e di Segna. In questa piccola città è situato il “Grifon centar za zaštitu ptica grabljivica”, che sostanzialmente significa “centro per la protezione dei grifoni e degli uccelli predatori”, in cui il direttore Goran Susic, ornitologo professionista e appassionato di grifoni, cura, alleva e restituisce alla natura questi splendidi uccelli rapaci.

    Il grifone (nome scientifico Gyps fulvus ) è un rapace di grosse dimensioni, un avvoltoio la cui apertura alare può addirittura superare i 2 metri! Presente in passato pressoché in tutta la penisola italiana, nel ‘900 le popolazioni di grifoni in Italia hanno subito una fortissima regressione, fino alla quasi totale estinzione, questo a causa delle abitudini alimentari strettamente necrofaghe di quest’animale, in rapporto a motivi strettamente antropici. Il grifone, infatti, si nutre esclusivamente di animali morti da poco, soprattutto di animali predati da grandi predatori, perciò tende a scomparire laddove vi è la mancanza di grandi predatori come lupi ed orsi. La crisi delle popolazioni di predatori come il lupo e l’orso causata da veri e propri stermini da parte dell’uomo tramite la caccia diretta e tramite l’avvelenamento con carne avvelenata, nei primi decenni del ‘900 ha causato la progressiva scomparsa del grifone, che si estinse ovunque tranne che in Sardegna, dove si salvò grazie all’installazione di vari punti di foraggiamento, ovvero carnai atti a nutrire questi splendidi rapaci. Negli ultimi anni, anche in Italia, oltre che nella vicina Croazia, si sta dando il via a grandi progetti di reintroduzione, soprattutto in quelle zone che negli ultimi anni stanno vedendo il ritorno dei grandi predatori, amici di merenda di questi splendidi uccelli necrofagi. Grazie a questi preziosi progetti, oggi è possibile ammirare i grifoni in Continua a leggere

    Condividi questo Contenuto

      La biodiversità del Salento: fauna, flora e piante eduli spontanee

      Comunicato stampa della Consulta Giovanile di Racale
      “Convegno: La biodiversità del Salento: fauna, flora e piante eduli spontanee”

      logo_consulta giovanileLa Consulta Giovanile del comune di Racale e l’Assessorato alle Politiche Giovanili, insieme a Flora e Fauna del Salento e a Roberto Gennaio organizzano per sabato 10 gennaio 2015 alle ore 18.00 presso il Centro Polifunzionale (ex asilo nido) in Via Piave a Racale, un convegno su “La biodiversità del Salento: fauna, flora e piante eduli spontanee”.

      Nella fase storica che si sta attraversando la qualità dell’ambiente in cui viviamo è diventata di fondamentale importanza per il futuro degli esseri viventi e quindi della vita stessa sulla terra. La velocità con cui si sta imponendo il cambiamento climatico, i ritrovamento di rifiuti nocivi interrati nelle nostre campagne, il tasso di inquinamento atmosferico e le morti per tumore al polmone, la xylella: sono i vari fattori che indicano lo stato di malattia dell’ambiente in cui viviamo. Pertanto la Consulta con Continua a leggere

      Condividi questo Contenuto

        Taviano: l’Amministrazione comunale condanna a morte gli alberi monumentali della città! Pronta una controperizia per la sospensione della delibera.

        Prima di addentrarci all’interno di un complicato e per certi versi delicato discorso, vorremmo parlarvi di alcuni problemi dei centri abitati.
        Il grigiume della città, il caos stradale, i fumi di scarico delle automobili. Il cittadino medio, ogni santissimo giorno, deve fare i conti con questi ed altri problemi della vita in paese, problemi che potrebbero sembrare secondari e non importanti, ma che invece incidono e non poco sul benessere fisico e psichico della persona. Lo dice la scienza psicologica stessa: il nero, il grigio ed i colori spenti in generale non hanno effetti positivi sulla salute mentale dell’essere umano, salute mentale che è fondamentale per garantire una buona salute fisica.

        Il Verde…
        Si, il verde. Tutti voi, leggendo la parola “verde”, l’avranno sicuramente associata alla natura. Il verde è il colore del benessere, della vita, dell’energia, non a caso è il colore della clorofilla, ovvero quell’importantissimo pigmento che permette alle piante di ottenere energia dalla luce del sole. Grazie alla clorofilla, che d’ora in avanti chiameremo Verde, si realizza la fotosintesi clorofilliana, ovvero quel magnifico processo per Continua a leggere

        Condividi questo Contenuto

          L’ultimo volo di un airone. Ugento: cacciatore ferisce airone cenerino

          Non ce l’ha fatta.
          Lo splendido esemplare di airone cenerino (Ardea cinerea Linnaeus, 1758) ritrovato ferito qualche giorno fa in un uliveto nei pressi del canile di Ugento e successivamente ricoverato presso il centro di recupero fauna selvatica di Calimera, non ce l’ha fatta. L’airone purtroppo è giunto già morto al centro, dove non si è potuto fare nulla per salvarlo. Un animale veramente incredibile, appartenente ad una specie protetta, brutalmente assassinato dalla follia di un vile bracconiere.

          Ma andiamo per gradi e ricostruiamo questa triste storia.

          I fatti risalgono alla mattina di domenica 12 ottobre 2014. A trovare per primo l’airone cenerino è stato un ciclista di Collepasso, il quale ha subito avvertito un giovane, Marco S., che al momento era intento a lavorare in campagna. Il giovane, accortosi della gravità della situazione, ha provveduto a chiamare la Polizia municipale di Ugento, attendendo vicino l’animale ferito l’arrivo degli agenti. Data la potenziale pericolosità del lungo becco dell’airone, il quale era visibilmente agitato e spaventato, gli agenti della Polizia municipale hanno provveduto a chiamare il presidente della Protezione Civile Tiziano Esposito, che a sua volta ha avvertito Continua a leggere

          Condividi questo Contenuto

            Allarme rifiuti PERICOLOSI sotto il ponte della Strada Provinciale 68 Taviano-Casarano: i cittadini della comunità di Melissano scrivono all’Amministrazione

            Il Salento, in particolar modo la provincia di Lecce, è uno dei luoghi più urbanizzati d’Italia; nel raggio di pochi chilometri spesso si possono incontrare numerosi territori comunali e quindi risulta difficile determinare in quale territorio comunale viene a trovarsi un fondo, non avendo a disposizione una qualche mappa catastale aggiornata. Molto spesso, durante le nostre lunghe passeggiate in campagna, veniamo assaliti dal dubbio: ci troviamo ad Alliste oppure a Racale? Questo terreno appartiene a Matino oppure a Casarano? Questa casa è situata a Taviano oppure a Gallipoli? Questa discarica abusiva è di proprietà di Melissano oppure di chi si diverte a gettare rifiuti nelle campagne ignorando la raccolta differenziata porta a porta? Soprattutto quest’ultima domanda ultimamente ci assilla e non poco!

            La raccolta differenziata porta a porta rappresenta una grande rivoluzione per molti aspetti, al di là del suo funzionamento e della destinazione spesso misteriosa dei rifiuti che lasciamo fuori casa; non più viaggi a piedi per strada verso il cassonetto con Continua a leggere

            Condividi questo Contenuto

              Racale, un bidone per la raccolta di oli e grassi di frittura

              Gli oli e i grassi di frittura buttati nel lavandino danneggiano le tubature domestiche e finiscono nelle falde acquifere dove formano una pellicola al di sotto della quale niente può rimanere in vita: basti pensare che solo 1 kg di olio versato su di uno specchio d’acqua forma uno strato di pellicola grande come un campo da calcio, rendendo necessaria una bonifica di alcune centinaia di metri quadri! Dal 30 settembre è stato attivato il servizio di raccolta e a darne la notizia è il vice sindaco Frediano Manni: “La raccolta per il recupero dell’olio domestico (ad esempio l’olio di frittura) è molto utile per il nostro ambiente: basti pensare che un litro di olio può inquinare fino a 1 milione di litri d’acqua e occorrono 10 anni perché venga smaltito dalla natura! L’olio va conferito chiuso in bottiglia che va inserita nell’apposita fessura del contenitore.Ecco la collazione degli 8 punti raccolta: Piazza San Sebastiano,
              Piazzetta dei CadutiLargo StazioneVia Siena ang. via IsonzoVia Foscolo ang.via LucaniaViale dello Stadio, Parcheggio Area Torre e Piazza San Marco a Torre Suda“.

              Come si raccoglie?  Continua a leggere

              Condividi questo Contenuto

                Cipressi: alberi da cimitero? Alessandro Mesini: “…simbolo di vita, ma più ancora lo era per l’estrema longevità.”

                Il bello di Racale, dei racalini, é che non ti annoi mai. Mai. Ogni giorno c’è sempre da dire, ridire, raccontare o spiegare qualcosa. E, in questo bellissimo sabato, ci occupiamo dei poveri cipressi “installati” all’interno del giardino di Largo Torre, a Torre Suda. Alberi contestati per via del loro significato (spicciolo e non approfondito), definiti da molti “alberi da cimitero”.
                Alcuni giorni fa abbiamo incontrato un esperto del settore, Alessandro Mesini, autore di giardini.biz.

                Alessandro, il cipresso può essere definito un “albero da cimitero”?

                Se intendiamo confinare il cipresso all’interno di un diffuso, ma troppo semplice, ambito immaginario cimiteriale compiamo un grave errore. Il nostro stile di vita oggi non si rapporta più in modo continuo con concetti quali la morte e l’immortalità dell’anima, assai più centrali nella concezione del mondo nelle antiche civiltà. Per questa ragione non ritroviamo immediatamente un patrimonio ricco di spunti e di richiami come può succedere per altre piante. Eppure la letteratura dell’antichità è ricca di citazioni che riguardano il cipresso.
                Continua a leggere

                Condividi questo Contenuto

                  Piante medicinali spontanee salentine – Amaranto

                  La farmacopea contadina salentina annovera una serie di piante
                  spontanee che a vario titolo sono state utilizzate per “curare” vari malanni,
                  dal raffreddore alla tosse,dalla febbre al mal di pancia,ecc., e sia le
                  preparazioni  farmaceutiche (decotti, elisir,tisane,unguenti, ecc.) che il
                  riconoscimento e la raccolta  delle diverse piante sono state tramandate
                  oralmente da padre in figlio. Ormai con l’avvento dei farmaci di sintesi e la
                  moderna farmaceutica queste piante sono state dimenticate e sconosciute alla
                  maggior parte di noi. Qui di seguito sono elencate solo una piccolissima  parte
                  delle piante medicinali spontanee utilizzate un tempo nel nostro Salento. Di
                  ogni pianta viene elencato il nome italiano, il relativo nome scientifico e il
                  nome dialettale, oltre ad una breve descrizione e alle proprietà .

                  Pianta medicinale della settima: Amaranto

                  amaranto Continua a leggere

                  Condividi questo Contenuto

                    Piante medicinali spontanee salentine – Alloro

                    La farmacopea contadina salentina annovera una serie di piante
                    spontanee che a vario titolo sono state utilizzate per “curare” vari malanni,
                    dal raffreddore alla tosse,dalla febbre al mal di pancia,ecc., e sia le
                    preparazioni  farmaceutiche (decotti, elisir,tisane,unguenti, ecc.) che il
                    riconoscimento e la raccolta  delle diverse piante sono state tramandate
                    oralmente da padre in figlio. Ormai con l’avvento dei farmaci di sintesi e la
                    moderna farmaceutica queste piante sono state dimenticate e sconosciute alla
                    maggior parte di noi. Qui di seguito sono elencate solo una piccolissima  parte
                    delle piante medicinali spontanee utilizzate un tempo nel nostro Salento. Di
                    ogni pianta viene elencato il nome italiano, il relativo nome scientifico e il
                    nome dialettale, oltre ad una breve descrizione e alle proprietà .

                    Pianta medicinale della settima: Alloro

                    alloro Continua a leggere

                    Condividi questo Contenuto

                      Piante medicinali spontanee salentine – Aglio

                      La farmacopea contadina salentina annovera una serie di piante
                      spontanee che a vario titolo sono state utilizzate per “curare” vari malanni,
                      dal raffreddore alla tosse,dalla febbre al mal di pancia,ecc., e sia le
                      preparazioni  farmaceutiche (decotti, elisir,tisane,unguenti, ecc.) che il
                      riconoscimento e la raccolta  delle diverse piante sono state tramandate
                      oralmente da padre in figlio. Ormai con l’avvento dei farmaci di sintesi e la
                      moderna farmaceutica queste piante sono state dimenticate e sconosciute alla
                      maggior parte di noi. Qui di seguito sono elencate solo una piccolissima  parte
                      delle piante medicinali spontanee utilizzate un tempo nel nostro Salento. Di
                      ogni pianta viene elencato il nome italiano, il relativo nome scientifico e il
                      nome dialettale, oltre ad una breve descrizione e alle proprietà .

                      Pianta medicinale della settima: Aglio

                      Continua a leggere

                      Condividi questo Contenuto