Le dichiarazioni di Ozmo indirizzate alla Curia di Nardò e al Sindaco Metallo

imageIl wallpainting realizzato a Racale sta sollevando polemiche da quando è stato dipinto due giorni fa, anche sui quotidiani e social network. L’opera realizzata con la collaborazione di Viavai Project e con il supporto del Comune di Racale è stata realizzato su una parete privata, e certamente senza che una commissione di arte sacra che abbia ne abbia vagliato il bozzetto in quanto non va interpretato come arte sacra bensì come arte contemporanea. La rivisitazione dell’icona ha da subito sollevato polemiche anche sui quotidiani e social network.

L’opera realizzata con la collaborazione di Viavai Project e con il supporto del Comune di Racale è stata realizzata su una
parete privata con l’intento di riattualizzare e riproporre un simbolo che i Racalini suppongo conoscano bene in un’opera pubblica di arte contemporanea, senza alcun intento di proporre un’opera con valore sacrale.

Il mio modus operandi tuttavia considera il bozzetto mai definitivo (come nell’incident surrealista ad esempio) e possibilmente sempre sottoposto a qualsiasi suggestione scaturisca da qualsiasi elemento si possa fondere nell’opera che si manifesta durante la lavorazione di quest’ultima. In questo modo sono comparse le fiches accanto a palle da biliardo e bersagli, che volevano dare un ulteriore chiave di lettura del martire come bersaglio in un tiro a segno a punti, dove ogni punteggio era rappresentato in modo e con cifre diverse.

Essendo interessato al potere intrinseco delle immagini e dei simboli volevo un immagine che fosse comprensibile e condivisa sia dai giovani del paese (che vestono alla moda e sono abituati all’elemento visivo della pubblicità patinata e fashion, al brand come elemento di status) sia dalle persone più anziane e lontane dall’arte contemporanea o dalla cosiddetta Street Art, ma per cui le icone rappresentano riferimenti chiari e definiti attraverso gli attributi.

La scelta del Patrono e di inserire un logo fashion sulle mutande stile ‘boxer’ si rimanda a questa pratica personale di mixare e riutilizzare elementi di provenienza varia costituendo un opera visiva che viene interpretata e riconosciuta da più persone possibili, mantenendo tuttavia una certa ambiguità interpretativa. Queste scelte hanno suscitato scandalo nei Racalini che hanno visto offesa la dignità del santo .

Eppure ci sono molti esempi ugualmente o anche più scandalosi: già oltre cinquecento anni prima Antonello da Messina nel 1476 rappresentò il santo esattamente con gli stessi boxer, ma bianchi invece che neri ma ancora più aderenti e succinti.

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