I Racalini si scandalizzano per una libertà di espressione: e la Chiesa ?

“È la volontà di un artista ormai celebre che è prima di tutto un uomo sconosciuto, dall’identità nascosta, una persona qualunque, braccata da chi giudica oltraggiosa la sua street art.”
“…comprendere che è nostra la libertà di essere protagonisti di piccole rivoluzioni, anche quando non si è nessuno.”

Così, Alberto Cazzato racconta la storia di uno dei più famosi street artist al mondo, Banksy, nel libro “Post”, lo stesso che ha dipinto un crocifisso con delle borse da shopping tra le mani.

Molto simile a quello che sta accadendo con il dipinto di San Sebastiano in boxer di Gionata Gesi a Racale, il quale ha subito scatenato molta indignazione ma anche grande apprezzamento da parte di tutti coloro lo hanno ammirano.
Molti, invece, non si sono pronunciati perché aspettavano un comunicato da parte dell’artista che spiegasse il significato dell’opera. RacaleCAM, nella serata di domenica, ha lanciato un’immagine sulla sua Pagina Ufficiale raffigurante la fedele riproduzione che prima Ozmo aveva fatto del Mantegna e la successiva modifica con i boxer D&G, e ha chiesto ai suoi fans quale delle due versioni piacesse di più. Su quasi 60 persone solo 15 preferivano quello in boxer. Ma l’arte per fortuna non è un sondaggio o di certo non si decide votando se quella possa rimanere così o debba essere modificata o cancellata. Non è una questione di maggioranza! Per fortuna siamo in uno stato di diritto democratico e laico, dove bisogna rispettare la libertà di espressione di tutti (Art.21 della Costituzione).

L’altra parte della medaglia è quella della ridicolizzazione del Santo Patrono della città, quindi, secondo alcuni il bersaglio dell’opera era quello di colpire la suscettibilità religiosa dei credenti. Lo stesso artista, ha chiesto un pronunciamento della Chiesa in merito alla blasfemia o meno dell’opera. Ancora oggi, la Chiesa non si è espressa ufficialmente, ma sulla pagina di RacaleCAM è arrivato il tanto gradito commento di un noto prete della zona che diceva “Non si può tollerare che immagini che richiamano quanto più di sacro vivente custodito e venerato dai nostri cittadini siano poi strumentalizzate a fini che nulla hanno a che vedere con la promozione della coscienza morale e religiosa di un paese fino al punto di dileggiarla. Ti ringrazio e ti prego di voler accogliere la mia stima e la mia amicizia con l’augurio che la nostra comunità cittadina da te guidata abbia a intraprendere percorsi di sempre maggiore progresso spirituale, civico ed economico”.

Ma dalla storia della Chiesa, dopo i tanti, troppi, atti di censura non si è imparato nulla ?! Perché sempre lì a giudicare ciò che è morale e immorale, ciò che è giusto e sbagliato…

Un’arte che non riesca a provocare l’intelletto umano che arte è ?
Oggi a Racale, si discute di Arte, perché una persona come Ozmo ha capito bene, pur non conoscendo il paese, come poter provocare l’intelletto di tante persone che di arte non hanno mai discusso finora. E questo non sarebbe avvenuto se lì ci fosse stato un altro soggetto ritratto.

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