…ai compagni che sono ancora nel Partito Democratico. Perché un’alternativa c’è sempre !

Perché una nuova sinistra ha bisogno anche della straordinaria forza di tutte e tutti i compagni del PD diventati ormai miopi ad un’alternativa possibile fuori dal partito della nazione.

Perché anche fuori dal PD si può essere uomini e donne innamorati della buona politica.

Condurrò questa breve riflessione immedesimandomi in un militante del Partito Democratico. Nonostante non sia mai stato iscritto, ho comunque creduto fortemente nel progetto del centrosinistra “Italia Bene Comune” (elezioni 2013).

Le considerazioni che voglio condividere cercano di trovare delle risposte alle seguenti domande:

Esiste un limite di azioni/attività del Partito che possono spingere il militante ad abbandonare lo stesso? Quali potrebbero essere?

Oppure il Partito può diventare l’unica entità che fornisce al militante l’oggetto per concepire la politica e il senso di appartenenza? Quindi implicherebbe una visione dove il partito visto come entità superiore “universo” permette il concepimento della politica e dell’esercizio della militanza.

La politica, il partito, la sinistra.
Che cosa dobbiamo altro vedere per credere che il centrosinistra non ha altro che le sembianze di un cadavere ormai in avanzato stato di decomposizione?!
Di cos’altro abbiamo bisogno per capire che quello non è più il partito di Berlinguer?!

Bisogna per un attimo essere realisti, il Partito Democratico in questi ultimi tempi ha subito un cambiamento irreversibile nel “Partito della Nazione” di Renzi con cui la sinistra a e il centrosinistra non hanno più niente in comune.

L’etica, la questione morale, l’Ulivo, sono ormai vaghi ricordi di un centrosinistra smantellato dal rottamatore . Una cultura politica ormai rasa al suolo.

Forse sarebbe meglio che la vera passione, quella che ci ha portati a condividere tante battaglie, non la mettessiomo al servizio di un partito che se ne serve solo per racimolare consensi slegati da programmi e idee, dove una volta arrivati sulla poltrona di turno vengono rinchiusi nel contenitore della falsa-politica.

Oggi è bene slegare la propria passione politica da quella dell’appartenenza ad un partito che non è più quello di cui si racconta agli elettori, ma è diventato una stanza chiusa in cui la democrazia non conta nulla.

Smettiamola di piagnucolare, bisogna agire. Avere coraggio e concepirsi come appassionati della politica anche senza quella tessera di partito.

Molto spesso in nome del nostro voto hanno fatto scelte contro noi stessi, contro il nostro credo, contro i nostri principi.

E’ necessario e ormai improcrastinabile riappropriarsi non di un partito che non potrà più essere voce di quella storia che tutti conosciamo e di cui ne andiamo fieri,

c’è bisogno, invece, di riappropriarsi dell’esercizio della politica come strumento di cambiamento reale in cui il confronto, la discussione, la diversità, ritornino al centro della ricostruzione di un immaginario collettivo dove tutti possano sentirsi protagonisti di un destino comune.

 

di Robert D’Alessandro

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